Alla Ssml Gregorio VII si parte!

La Coruña, Spagna. Foto di Pietro Corso
  • La mia esperienza a Siviglia

    Quest’anno ho avuto la straordinaria occasione di partecipare ad un’esperienza Erasmus a Siviglia, della durata di un semestre. Sono una studentessa al terzo anno della Gregorio VII e studio inglese, spagnolo e arabo. Quest’esperienza mi ha dato la possibilità di approfondire lo studio della lingua spagnola, entrando in contatto con gente locale e ampliando ogni giorno il mio vocabolario e le mie conoscenze linguistiche. Mi sono trovata bene fin dall’inizio, il calore di Siviglia non mi ha fatto mancare casa neanche un secondo ed oltre ad essere un’importante esperienza formativa, mi ha fatto crescere e maturare tanto anche dal punto di vista umano. 

    Per quanto riguarda l’università, ho riscontrato qualche difficoltà durante gli esami, visto che in un certo senso ero in una posizione di “svantaggio” rispetto agli studenti spagnoli e mi aspettavo qualche aiuto in più da parte dei professori, ma oltre a questo, il campus universitario era davvero bello e molto moderno, talmente grande da scoprirne ogni giorno un angolo nuovo.

    Nel totale, è stata un’esperienza davvero unica e interessante, che mi ha permesso di conoscere tante persone e di entrare in contatto con una nuova cultura, totalmente affascinante. La consiglio assolutamente a tutti gli studenti, perché è un viaggio indimenticabile! 

  • Mi chiamo Sabrina, studentessa del II° anno magistrale presso l’istituto SSML Gregorio VII. Grazie alla mia università e al progetto Erasmus+ ho ottenuto una Borsa di Studio per una mobilità all’università di Split, in  Croazia, presso la facoltà “Faculty of humanities and social sciences”. Sono stata accolta qualche giorno prima dell’inizio delle lezioni da un Welcome Day presso la facoltà di Matematica nel quale ci sono state mostrate tutte le attività disponibili al Campus e al di fuori, le mense a cui poter accedere e i contatti con le realtà territoriali. Sono stata fortunata perché ho potuto seguire le lezioni in presenza per quasi l’intero semestre, questo mi ha permesso di conoscere molti altri studenti e di praticare le lingue. La facoltà è molto grande e ben organizzata, ho trovato professori e professoresse estremamente disponibili specialmente con noi studenti Erasmus. 

    Non appena arrivata ho consegnato i moduli richiesti dalla “REFERADA” per la CARTA DELLO STUDENTE, qui essenziale, anche per la varie mense e ingressi in musei o monumenti; insieme alla carta dello studente mi sono state rilasciate anche le credenziali per una nuova mail istituzionale, utile sia per poter partecipare ad eventuali lezioni online, sia per poter accedere a STUDOMAT (portale universitario), come pure per poter comunicare con docenti e colleghi universitari. Un’altra cosa molto importante è procurarsi il visto dello studente da dover richiedere presso il comando di Polizia (per eventuali informazioni potete scrivermi!), documento altrettanto essenziale se si rimarrà in loco per più di 90 giorni. 

    Esiste la ESN Split, un gruppo di studenti volontari di Split che hanno organizzato gite fuoriporta (che consiglio!), gite nella città, visite ad attrazioni e musei nonché ci hanno fornito anche qualche idea per come trascorrere i fine settimana. 

    Split è una località piccolina e marittima, volendo si può visitare interamente a piedi oppure utilizzando le navette elettriche o la rete Uber (economica, sicura e pratica). È una città a portata di tutti, la gente del posto è molto accogliente anche con i turisti o con noi studenti Erasmus, non è difficile comprendersi perché quasi tutti parlano molto bene l’Inglese e in tantissimi anche l’Italiano. Consiglio vivamente di perdersi fra le stradine del centro storico, di soffermarsi all’interno del Palazzo di Diocleziano, uno dei monumenti architettonici meglio conservati dell’epoca romana, e di visitare il campanile; e se amanti della natura di far visita al Marjan Hill. 

    Contattatemi per qualsiasi altra informazione! Sarò felice di rispondervi!

    Sabrina

  • Spiagge francesi – Montpellier – Foto M.L. Desideri
    Montpellier – Foto M.L. Desideri

    Finalmente a settembre è incominciata la mia esperienza Erasmus a Montpellier, posticipata a causa della pandemia. Durante i mesi di attesa, mi sono spesso domandata come avrei affrontato questo nuovo percorso, in un paese diverso, senza la mia famiglia e i miei amici, lontana dalla mia quotidianità a Roma.

    Fortunatamente mi sono fin da subito trovata a mio agio, nonostante tutte le difficoltà che si possono incontrare quando si vive senza i propri comfort, ma è anche vero che l’Erasmus è soprattutto questo: Adattarsi.

    Adattarsi a vivere in una stanza di soli 9 metri quadri, dover usufruire dei mezzi anche solo per fare la spesa e dover gestire tutto da sola non è affatto semplice.

    Durante questa esperienza ho conosciuto persone di etnie e culture diverse e con molte delle quali ho instaurato ottimi rapporti di amicizia. Non ho mai sofferto di solitudine poiché sapevo di poter contare sui miei nuovi amici; da ognuno di loro ho imparato qualcosa e sono stati fondamentali per il mio percorso di crescita.

    Questo percorso mi ha maturato moltissimo sotto tutti i punti di vista, ora ho una visione diversa della vita e ho imparato che bisogna sempre apprezzare tutto quello che si ha, anche le più piccole cose che in Erasmus non potevo avere.

    Per quanto riguarda l’università, a Montpellier ho studiato turismo al Lycée Georges Freche, i professori sono stati sempre disponibili e gentili, i miei compagni di classe amichevoli. L’ambiente è stato così positivo che tornerò a marzo per fare uno stage.

    È stato un mix di emozioni incredibili, un’esperienza che consiglio a tutti assolutamente.

    Maria Luisa Desideri

    La zona più moderna della città – Foto M.L. Desideri
    Festival a Montpellier – Foto M.L. Desideri

  • In the period 2021-2027 Erasmus+ will continue building on its successful and broad experience focusing on three horizontal priorities: inclusion and diversity, digital transformation, environmental sustainability

    In particular, the Programme will support

    1. school development and excellent teaching;
    2. the Copenhagen process on vocational education and training; 
    3. the renewed EU agenda for higher education and the Bologna process; 
    4. the renewed EU agenda for adult learning; 
    5. the renewed EU youth strategy; and 
    6. the EU work plan for sport.
    Erasmus students in Spain – Foto Pietro Corso

    Specific issues tackled by the programme include:

    • Encouraging young people to take part in European democracy
    • Promoting adult learning, especially for new skills and skills required by the labour market
    • Contribute to reducing unemployment, especially among young people
    • Supporting innovation, cooperation and reform
    • Reducing early school leaving
    • Promoting cooperation and mobility with the EU’s partner countries
    • Developing the European dimension in sport, in particular grassroots sport

    Erasmus+ offers opportunities for:

    • Individuals to spend a mobility period abroad and to receive linguistic training,
    • organisations to collaborate in project partnerships in the fields of academic and vocational training, schools, adult learning, youth and European sport events.

    Erasmus+ also supports teaching, research, networking and policy debate on EU topics. 

    Erasmus+ includes a strong international dimension: cooperation with Partner Countries notably in the field of higher education and youth, through institutional partnerships, youth cooperation and mobility worldwide.

    Docenti in mobilità Training in Germania – Foto Cinzia Pierantonelli

  • Dire Open Your Mind e pensare al Programma Erasmus+ sembra quasi scontato ma il programma è molto per ogni studente universitario che vi aderisce è, infatti, come pensare che “Il Futuro inizia con l’Erasmus”. 

    L’estate si avvivina e gli studenti già in fermento: lo studio per esami e tesi e poi, per molti di loro, tanti progetti, tra cui quelli di viaggio: dalle meritate vacanze per puro svago al lavoro sotto forma di traineeship, i tirocini per studenti universitari, presso aziende, associazioni e organizzazioni internazionali in uno dei 26 paesi della EU, alle mobilità per trascorrere un semestre di studio in un ateneo in Europa. Sono molte le opportunità messe in moto dal Programma Erasmus Plus, quello che è stato definito la proposta di maggior successo della UE con oltre 3 milioni di studenti in mobilità ogni anno per l’Europa e oltre i suoi confini, e i giovani non se le fanno sfuggire. Fare network e conoscere coetanei, parlare in diverse lingue straniere, capire una cultura diversa e sapersi muovere in una dimensione internazionale, ma soprattutto confrontarsi con le proprie capacità lontano dalla famiglia. Un programma vincente per creare cittadini d’Europa e dare loro la giusta opportunità di conoscere paesi nuovi che potranno essere in futuro i loro trampolini di lancio.

    Foto Cinzia Pierantonelli

    E finalmente si torna a vivere a pieno l’Europa grazie al Green Pass, grazie alla campagna vaccinale alla quale i giovani hanno subito aderito, per riprendere a vivere come prima. 

    In realtà, il Programma Erasmus+ non ha mai interrotto del tutto le sue attività di scambi universitari per studenti, docenti e staff nonostante il dilagare della pandemia, e il desiderio di viaggiare, soprattutto tra i più giovani, adesso che il vaccino rappresenta una sicurezza, è aumentato. 

    Infatti, alla SSML Gregorio VII, istituto universitario per la formazione di professionisti interpreti e traduttori, che da oltre venti anni promuove il Programma Erasmus+ offrendo la possibilità di conoscere altri paesi, di studiare all’estero e di fare le prime esperienze lavorative come intern presso società in Europa, sono triplicate le richieste di mobilità Erasmus+.

    Gli studenti della SSML Gregorio VII non si fanno certo sfuggire le molte opportunità offerte dall’istituto con il Programma Erasmus per migliorare le loro abilità linguistiche, per praticare attività di interprete, traduttore, P.R. estero, front-office e language assistent come per conoscere meglio culture e mentalità di paesi vicini all’Italia e già a gennaio scorso si sono messi in lista per ottenere la Borsa per la mobilità Erasmus+.

    Molti sono ancora all’estero per concludere la loro mobilità di tirocinio, a breve rientreranno, altri sono da poco partiti per raggiungere gli atenei che hanno già iniziato le lezioni come la Francia e l’Irlanda, ad esempio, altri ancora, invece, stanno finendo di stipare trolley e zaini per recarsi presso l’università che li ospiterà per questo anno accademico del 2021-2022. 

    Non manca l’andirivieni anche degli arrivi degli studenti esteri per la mobilità Erasmus+ incoming.

    Già si sente il miscuglio di lingue nell’aria, nei corridoi della SSML Gregorio VII e nei bar, finalmente di nuovo affollati, di via Flaminia proprio dove si trova la sede dell’università.

    Su un punto sono tutti concordi, che siano italiani o stranieri: sarà un’esperienza ricca! 

    Perché, come recitava lo slogan del settennato Erasmus+ dal 2014 al 2020: “L’Erasmus ti cambia la vita”!

    Ti apre la mente! Cinzia Pierantonelli

  • Proud to be here

    Quest’anno, più precisamente da settembre a gennaio, ho avuto la fortuna di rientrare nel progetto Erasmus+ e quindi di poter frequentare una realtà, un programma di studi ed una vita del tutto diversi da quella che porto avanti in quel di Roma, già per giunta stravolta dalla pandemia. Dopo quasi 6 mesi di vita all’estero, dove ho imparato innanzitutto a ‘vivere’ nel vero senso della parola, facendo attività alle quali non ero per nulla abituato, come fare lavatrici o cucinare in maniera più articolata, posso dare un giudizio generale su quanto è stato fatto. 

    L’esperienza a livello socioculturale la porterò sempre con me; in questi mesi ho legato con persone provenienti da ogni posto del mondo, parlato 3 lingue (spesso in conversazioni simultanee) ed appreso nozioni culturali di tanti ‘angoli’ del Pianeta. Ho trovato nuovi amici, con i quali ho condiviso esperienze per le quali conservo ricordi che non dimenticherò mai. A livello scolastico, non sono molto contento di come è andata: l’università di Coruña nello specifico, dovrebbe avere più considerazione per degli studenti che, in definitiva, appartengono ad un altro Paese e hanno diversi modi di interpretare i propri percorsi accademici. Soprattutto, ritengo che ci sia bisogno di comunicazione, da parte dei coordinatori italiani, così come dei coordinatori esteri e soprattutto dei professori, i quali in alcuni casi finiscono per svantaggiare ‘noi’ che siamo in un certo senso esterni all’università. Uno studente Erasmus, come è giusto che sia, avrà sempre molti dubbi che vanno dalle cose più stupide a quelle più importanti. Vivere in questo continuo senso di incertezza non è mai positivo, ed ha impatto sul percorso di studi; sono certo che nelle persone meno sicure e più ansiose, tutto ciò potrebbe pregiudicare l’esperienza nella sua totalità e questo non è affatto corretto. 

    L’Università

    A tutte le persone che hanno l’idea o la possibilità di fare un viaggio del genere, dico: partite. Non fatevi spaventare da nulla, anzi fate leva su quelle paure per mettervi alla prova e superare i vostri limiti; uscite da quella zona di comfort dove se c’è un problema sapete a chi rivolgervi, dove se qualcosa non va avete una spalla a portata di mano. La vita, in fin dei conti, non è solo comodità, così come (a dover di cronaca) l’esperienza Erasmus non è propriamente ‘vita vera’; si tratta più di un sogno, con le connotazioni di quello che potrebbe essere il nostro futuro, ma anche con la consapevolezza che alla fine c’è una casa pronta ad aspettarci nel nostro Paese. Abbiate il coraggio di provare e non vi pentirete della scelta. 

    Pietro Corso

  • TU-Dublin


    Non è semplice lasciare la propria famiglia, i propri amici, la vita di tutti i giorni per affrontare una nuova
    esperienza, soprattutto in questo momento di pandemia durante il quale anche le nostre certezze
    cominciano a vacillare e stare in salute sembra essere la nostra preoccupazione principale. Proprio per
    questo, nel momento in cui il mio più grande desiderio, ossia quello di diventare una studentessa exchange,
    stava per avverarsi, sono stata assalita da mille dubbi, paure e pensieri, tanto da pensare addirittura a
    rinunciare al mio sogno. Poi, pensando che l’opportunità che mi è stata proposta dalla mia università forse
    non mi sarebbe più ripresentata in futuro, ho deciso di rimanere qui in Irlanda. Come in tutte le cose,
    l’inizio è sempre la parte più difficile, infatti tutto ciò che avrei dovuto svolgere all’università mi sembrava
    impossibile da realizzare: a partire dalla scelta degli esami e quindi le lezioni da seguire all’ascolto degli
    insegnanti che si esprimevano in un’altra lingua. Il solito dubbio mi aveva assalita di nuovo, questa volta in
    modo più pressante poiché mi rendevo conto del grande impegno che tale esperienza mi richiedeva. Con il
    passare dei giorni però, la mia avventura iniziava a piacermi sempre di più e le lezioni, all’inizio quasi
    incomprensibili, sono diventate per me un momento piacevole, un arricchimento continuo del mio sapere,
    un modo per entrare in contatto con una nuova cultura, con nuove persone e fare esperienze
    indimenticabili. Proprio per questo, al termine del mio semestre, ho deciso di continuare questa positiva e
    formativa esperienza chiedendo alla mia università di poter continuare a vivere il mio “sogno” ancora per
    un altro semestre.
    Aguzzi Maria Rita, Dublino 2021/22

  • Marco, Aurora, Eliana, studiano lingue alla SSML Gregorio VII a Roma, sono iscritti al terzo anno e tra le loro lingue scelte c’è anche lo spagnolo. All’inizio di quest’anno si sentivano pronti per un’esperienza di lavoro all’estero e hanno pensato di poter partecipare al programma Erasmus + per Traineeship, un tirocinio retribuito grazie alla Borsa Erasmus e così a giugno sono partiti per la Catalogna. “Ho trovato una bella opportunità di lavoro presso un’organizzazione internazionale che opera nel campo dell’accoglienza e sono molto contenta dei compiti che mi hanno assegnato nell’area pubbliche relazioni perché posso praticare le lingue straniere e approfondire le mie conoscenze informatiche, oltretutto lavoro con un team favoloso di persone giovani e motivate.” Ci dice Aurora, mentre Marco è entusiasta di lavorare nel settore Marketing in cui si rapporta con realtà internazionali e quindi pratica ogni giorno diverse lingue. 

    Mauro è giovanissimo e appassionato di viaggi, di culture straniere, per questo ha voluto fare un’esperienza Erasmus per visitare un altro paese non come turista bensì vivendo la quotidianità. A febbraio scorso è partito per Dublino e ha iniziato a lavorare presso un’agenzia di traduzioni. Un lavoro complesso ma gratificante soprattutto se si ha la fortuna di essere inseriti in un gruppo collaborativo dal quale poter imparare molto. Non solo ha avuto modo di approfondire la conoscenza della lingua inglese bensì ha messo le basi per costruirsi la professione del futuro, fare il traduttore. 

    “Nella nostra università sono previste delle ore di tirocinio da svolgere anche all’estero,” ci dice Irina, “quindi quando ho sentito la coordinatrice parlare del Progetto Erasmus ho colto subito l’opportunità e ora sto per partire per l’Austria, un paese che mi affascina e che vorrei conoscere meglio tanto più che qui avrò la fortuna di lavorare in un ufficio internazionale a contatto con persone provenienti da molti paesi del mondo.”

    I primi momenti sono sempre quelli più difficili ma se si resite allora si incomincia a vedere tutto non più solo con gli occhi dello ‘straniero’ e a poco a poco ci si inserisce nel contesto, si capisce meglio la lingua del posto, si apprezzano quegli aspetti di una cultura che prima ci sembra va così lontana. 

    Maria è a Dublino da qualche settimana. Studia grazie al Programma Erasmus Plus presso la TU-Dublin, dopo il primo impatto che non le è sembrato semplicissimo (era tentata di ritornare in Italia dopo qualche giorno dall’arrivo!!), ora ha fatto domanda per poter rimanere un altro semestre. L’atmosfera della città, la grande dinamicità che si vive in genere in Irlanda e soprattutto nella capitale che ospita così tanti studenti e giovani assunti in miriadi di Start Up e altre aziende internazionali, l’hanno convinta che quello è il posto ideale per accrescere le proprie skills e migliorare la performance linguistica della lingua più usata al mondo: l’inglese.

    Maria Rita è a Dublino, voleva rientrare dopo pochi giorni dal suo arrivo. E’ quello che capita a molti, voler scappare per rientrare nella tranquilla ‘confort zone’ garantita da famiglie accogliente e amici solidali. Fortunatamente Maria Rita si è consultata con me e, come sempre in queste situazioni, le ho suggerito di resistere ancora qualche giorno e poi prendere una decisione. Ora Maria Rita sta felicemente concludendo il suo primo semestre a Dublino ed è in attesa di farsi approvare la Borsa di Studio Erasmus per il suo secondo semestre: si è integrata, è soddisfatta del programma didattico, capisce meglio la lingua e vuole assolutamente continuare a vivere ‘il suo sogno’ all’estero e l’inizio che era stato così difficile ora è solo un ricordo che la fa sorridere. 

    Pietro ha svolto un Erasmus Studio a La Coruna in Spagna e dice che dopo sei mesi trascorsi all’estero ha imparato finalmente a ‘vivere’ dovendosi occupare anche di quegli aspetti pratici che normalmente sono delegati interamente alla famiglia: fare lavatrici, cucinare e rassettare la casa … un’esperienza importante soprattutto dal punto di vista socio-culturale e per l’opportunità di sentirsi un po’ dei poliglotti, parlare il galiziano, il castigliano, l’inglese come lingua franca e l’italiano come madrelingua ha migliorato nettamente le sua performance e gli ha anche permesso la comunicazione con persone, come dice lui, provenienti da ogni angolo del pianeta!

    Adriano ci racconta della sua indispensabile esperienza Erasmus come tirocinante presso organizzazioni di servizi a Berlino che gli ha permesso di conoscere meglio alcuni paesi europei e di trovare la sua strada all’interno del mercato del lavoro in Germania, oggi è un young advisor per un’azienda tedesca e si sente cittadino d’Europa. 

    Sara era partita per la Spagna con una Borsa Erasmus per Traineeship per svolgere le funzioni di marketing advisor presso una struttura alberghiera, appena arrivata aveva avuto qualche titubanza, non riusciva ad ambientarsi, non era convinta del lavoro assegnatole, le abbiamo consigliato di non reagire impulsivamente, di sperimentare ancora qualche giorno e poi decidere. E’ rimasta e anzi ha prolungato il suo soggiorno perché quei giorni in più le sono serviti per capire quanto fosse importante la sua esperienza di lavoro come tirocinante e quanto fosse bello vivere in un altro paese europeo per conoscerne a fondo la cultura e la lingua, anzi le lingue …

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